C’è una guerra da combattere

Una di quelle guerre che è meglio iniziare con l'atteggiamento giusto. Scolapasta in testa e mattarello in mano. Nessuna pietà.
Vado al punto.
Sugli scaffali dei supermercati ma anche, purtroppo, sugli scaffalini dei negozi di paese, pure quelli con la scritta BIO a chiudere l'insegna, o ad aprirla, mancano ancora dei prodotti, pochi per fortuna, che NON contengono zucchero.
Il semplice, grezzo o raffinato, elegante,
dolcissimo,
ZUCCHERO.

Scandalo.
Scandalo atroce seguito da silenzio.

Il problema, dal mio piccolo punto di vista è questo.
Se mi compro un vasetto di pesto, per parlare di un condimento, e torno a casa affamato come ogni singolo giorno sulla Terra, metto su l'acqua, ci annego la pasta e per finire la scolo e la innaffio di pesto appena acquistato, probabile che la mia piccola, dolcissima, dose di zuccheri extra non me la ingurgito. Perché nel pesto non è così facile trovarci lo zucchero.
E' un peccato.
Anche se una manciatina succulenta di zuccheri la ricetta per il pesto non l'ha mai avuta nella sua storia decimillenaria, questo non vuol dire che si debba continuare a non metterla, soprattutto dopo che il mondo alimentare e scientifico si è accorto di quanto lo zucchero faccia bene. In particolare preso in dosi elevate, tutti i giorni, meglio ancora se bianco, il colore della purezza.
I Sumeri non lo sapevano, gli Ittiti neanche, non lo sapeva Carlo Martello, Gengis Khan e persino Cristoforo Colombo da Genova. Non lo sapevano poveri cristi: l'ingrediente segreto per il pesto è lo zucchero.
Molti altri lo sanno.
In epoca moderna molti marchi famosi, molti marchi alimentari che fanno pubblicità con bambini e famiglie felici, sanno quanto sia importante lo zucchero, quanto faccia bene. E quindi ce lo mettono. Sapendo che i bambini e le famiglie sono sicuramente più felici con un pò di zucchero nel pesto.
Molti dei loro siti non ne parlano. E' un segreto grande e va tenuto celato nell'intimo. Nello scrigno delle mosse geniali.

Ad esempio, ci metti gli anacardi, o se Dio vuole i pinoli, il Pecorino Romano Dop, l'olio d'oliva extra vergine che neanche Maria, ci metti il basilico, ci metti questo e quello e poi.
Poi lo zucchero.
Dolcissimo,
bianchissimo,
raffinatissimo,
ZUCCHERO.
Non è che bisogna girarci intorno come un girotondo. Dopo il basilico una sventagliatina di zucchero e il palato ne rimarrà folgorato.
Per non parlare di quanto faccia bene. Quanto cavolo fa bene lo zucchero.

Io certi medici non li capisco. Certi guru che parlano male dello zucchero.
Prendo questo dott. Ongaro. Un tizio che dice di essere ex-medico degli astronauti e primo medico certificato in medicina antiaging in Italia.
Ok. Ne saprà probabilmente.
Ma perchè parlare male dello zucchero? Del sensualissimo, squisitissimo, zucchero.
Addirittura in questo video arriva a dire che se dovesse consigliare un sola cosa da eliminare oggi stesso dalla propria dieta quotidiana, per mangiare in modo più salutare, lui, dico Lui, toglierebbe lo zucchero [minuto 4.24].

Il prelibatissimo, elisir di lunga vita, zucchero.
Proprio non capisco.
Proprio lo zucchero.
Ma dai.

Comunque, mettiamo il caso che uno decida di seguire questo folle consiglio: togliere il più possibile lo zucchero dalle proprie abitudini alimentari.
Follia eh, ben inteso, ma vado per assurdo.
Cosa potrebbe fare questa persona?
Bhè, probabilmente il pacco da due chili e rotti di biscotti da 0.99 cents lo lascia al suo posto sullo scaffale. Così come le marmellate, il budino al mirtillo, le caramelle super-mou-extracarie, il gelato e la frutta caramellata in barattolo, magari pure il whisky, la grappa e la vodka, lo yogurt alla banana, le merendine ai 102 cereali... probabilmente tutto il reparto colazione se lo salta a piè pari per il lungo. Perchè questo omino folle e ignorante sa almeno una cosa: i dolci contengono zuccheri.
Non è un genio. Però questo lo sa. Come è difficile dirlo, ma lo sa.
Quello che magari non sa è che andando oltre il reparto dolci, dessert e colazioni lo zucchero lo trova ovunque, in centinaia di prodotti che con le colazioni e i dessert non hanno nulla a che fare.

Io intuisco perchè in un pesto alla genovese come Dio comanda c'è lo zucchero.
Perchè, sapendo quanto è salutare lo zucchero e immaginando che qualche scellerato se ne voglia privare il più possibile, un buon modo per sopperire a questa carenza autoimposta è infilare lo zucchero dove uno non se lo è mai aspettato.
Proprio là.
Proprio nel.
Proprio nel pesto alla genovese.
Dico, chi stra-mega-ca-manca una lettera-zo si può aspettare lo zucchero nel pesto? E' quindicimila anni, almeno, che lo si mangia senza. Chi vuoi che se lo aspetti, nel 2017, che lo zucchero è finito nel pesto?
Così, tutti quegli sventati che vogliono dire basta allo zucchero, che vogliono provare ad assumerne un pò meno di quello che già per forza assumono, verranno "corretti" da questa meravigliosa trovata di ficcare lo zucchero dove meno se lo aspettano.
Proprio là.
Proprio nel.

Io davvero non so.
Questi dottori. Questi dott.
Ma perchè così tanto astio verso lo zucchero? O lo sciroppo di glucosio?
Questo dott. Berrino che mi dice che lo zucchero viene messo nei cibi di cattiva qualità per farli sembrare di buona qualità [min 0.30]

Ma come si fa a dire una cosa così cattiva?
A noi poi, noi Italiani che capiamo l'italiano. Noi che siamo nati, e alcuni morti, sentendo gli spot. Mi si vuole costringere a collegare che il pesto con lo zucchero è venduto come tale perché non è di buona qualità?!
No.
Troppo.
Dove c'è casa non ci può essere cattiva qualità. Di sicuro non dove c'è casa mia.
Così lo ammetto, sono andato a leggermi tutte le etichette ingredienti di quei cibi che volevo mettere nel carrello e in breve l'ho bello che riempito soltanto con quelli che contenevano zucchero nella ricetta.
Tanto per dire: il salmone, la peperonata, i piselli fini, il latte di soia, il pesto alla calabrese, oltre al già citato pesto genovese, che sfida la tradizione e aggiunge un pò di modernità con lo strabiliante, irriducibile, consigliatissimo,
zucchero.

Cose così insomma.
Cibi che possono garantirmi il mio apporto di ingrediente della salute anche se non lo mangio direttamente. Anche se non sto sgranocchiando un alimento ovviamente dolce come un pacco di biscotti.
Lo zucchero fa così bene che lo voglio nel piatto sempre. Con il salmone, con i piselli fini, con la peperonata, con un bel piatto di pasta al pesto.
ZUCCHERO.

Il mio appello alla guerra è quindi questo.
Serve un movimento. Serve gente responsabile che sa di quanto lo zucchero sia così super-extra, così magic and essential, così degno di protezione e cura, visto che protegge e cura il nostro corpo.
Bisogna acquistare solo alimenti che contengono zucchero ma non limitandoci ai dolci, alla pasticceria. No. Bisogna far capire quanta abbondanza di zucchero noi popolo vogliamo, quindi bisogna acquistare cibi che pensiamo privi di zucchero ma che invece lo contengono, magari insieme allo sciroppo di glucosio, per avere una dose super-power, una dose atletica da competizione.
Questo è forse il modo più semplice e immediato per diffondere la consapevolezza e far si che nell'industria alimentare lo zucchero possa dilagare molto oltre i suoi argini attuali.

Lo zucchero fa bene.
Quello bianco poi.
Quello si.
Quello meglio.

Concludo postando un ultimo video.
E ringrazio Marco Montemagno di questo suo consiglio, o presunto tale, sul consumo delle bevande zuccherate. Grazie a lui ora sappiamo che, andando nei giusti esercizi commerciali , possiamo trovare delle vere bombe di zucchero, contenute in ogni singola porzione e questo dovrebbe suonare come una notizia splendida. Se un giorno non dovessimo assumere la nostra dose multipla di zucchero, se un giorno ci sentissimo un pò soli e senza zucchero, un bel bicchierone zuccheroso e tutto torna in equilibrio.
Così ci si potrà sentire molto più vicini allo stato di salute di un cittadino USA.
Così potremo essere dolci anche dentro.
Così si fa e God bless sugar. Please.

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