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resti nella casa pensando che quella passi. Ma la tempesta resta, poi si sposta ed un'altra comunque torna. Quindi come vivi? Dove vivi?
Sei venuto al mondo con l'ignoto, la paura, malato un giorno, infine morto. Eppure stupendo se la furia non rifiuti.
Se il tempo non rovini

nemmeno ora saprei dire come ho varcato la soglia, da una parte provenivo da Londra una sera e davanti un cartello mi ha mosso di cambiar rotta.
E l'ho seguito. Poi non so più. L'io che scrive ora non può essere lo stesso, anche se ricorda.
Alla nave di Teseo ho aggiustato la prua con assi antichi

Lambeth_road_Londra_sottopasso_paesaggio_urbano
Pizzino_Val_Taleggio_Bergamo

stavo andando e un desiderio d'Orfeo mi ha voltato. Eppur sapevo, come so, del dolore. Una casa che si lascia per la guerra, che già s'è persa.
Così ho scattato.
Silenzio vivo delle tombe. Stanze che appartengono a montagne. Tra le strade senza ruote, grida di bambini.
Ed allora all'Ade per converso torno

ci son stati natali così piccoli da dubitare l'esistenza. E volevo così tanto che ci fossero. Ma fuori rotta, nel piccolo recinto di una notte, il lume di una fiamma e una capanna

Natale_via_francigena_presepe_gambassi_terme
Baita_colpita_dal_Sole-spaccato_di_luce

just another monk house, right?

Ladakh-Paolo_Buffa-2018-India-travel_landscape_photography-meditation_room

se dev'essere silenzio che sia vero.
Una stanza di una casa tra titani immobili di pietra. Fuori. Il Karakorum tace, guardiano al nulla.
Dalla finestra di polvere nessun rumore.
Sfuggono i ricordi allora tra le assi, così il nome ed il diviso. Dopo un ciclo eterno sono parte di un fruscio, forse mi ridesto.
senza io

è stato prima di vacillare poi davvero son caduto. Si è annebbiato il corpo e a valle ero malato. Non è stato proprio quel giorno ma poco dopo, il creato magari lo sapeva, io no. Eppure le forme eran già confuse i segni c'eran tutti, bastava leggere. Vaticinare

Mountain photo

vengono sempre i tempi esuberanti, che poi vanno, con le orme dei ricordi.
Ed io ne voglio altri, i miei abissi ancora. Che stanno in alto.
La preghiera dei passi e l'aria delle quote, come sciarpa

sono arrivato al passo e la croce risuonava immobile.
Un colpo secco di scure al cielo.
Dove sorgono le nubi o le montagne pareva qualcosa di più grande, dietro, a tenerle insieme. Come si può essere umani e tentare di capire, sentendo? Son troppo piccolo, il contenitore non contiene,
l'immenso

a lasciar andar le pagine le parole son volate. Scompigliate ai quattro venti. Ma poi le ho viste intorno, concrete o sfilacciate.
Parlerete un giorno a chi v'ascolta, su altre pagine le parole torneranno, che il vento chiamerà a raccolta

il suono delle gocce sotto. Salendo in superficie

laggiù come una terra promessa, o come acqua promessa, a valle. Non mi son ingannato, stavo bene dove stavo, riparato a malapena dal tetto di una baita. Il temporale andava.
La promessa è il silenzio. Vado salendo finché venga rispettata

a monk nation?

questo è il Talismano. Allineando le rocce vicine e la costa lontana si compone. Solo allora esiste, dentro lo scatto.
Un passo in più ed al nulla torna, disfatto

dove Friedrich ha dipinto un giorno sono stato. La terra era dura, il Sole bruciava. Non era odore di tela né di stanze da museo. Eppure i miei occhi hanno visto tavolozze e linee di pennello. Una luce d'ottocento

sulla montagna dalle rocce strappate

usciamo a giocare nella tempesta.
E fammi dimenticare quanto stupido sia vivere fuor d'essa

Ladakh-Paolo_Buffa-2018-India-travel_landscape_photography-hemis_shukpachan_village

ho ascoltato l'alba e il suono della preghiera ruotare tra le rocce, nel deserto di montagne.
Non avete il mio nome, la mia pelle o il mio cibo eppure avete un tempo come vorrei il mio, siamo più fratelli in questo che se il sangue fosse uguale

facciamoci le mura e coltiviamo riso elettrico. Mentre la città si allarga, penetra, s'innalza e alleviamo nei cubicoli animali proiettati.
I topi son felici nelle gabbie se han conosciuto solo gabbie. Voi miseri dimenticate il fuori così da giustificarvi al dentro rassegnati

ne ho trovate a dozzine, tutte porte del mio paradiso.
In genere piccole e nascoste, viste da nessuno, se non chi ha l'occhio. L'abitudine al raccolto, al fuori mano dico io. I sognatori del silenzio.
Ed ancor mai ne ho aperte. Son qua fuori, a bussare con le foto infatti, e portare indietro sogni

Greek landscape photo

il segreto piacere di vivere? Nient'altro che vivere.

teaching interrupted

e così stando male,
tra le pareti di una casa mai davvero amata, è filtrata una mattina l'alba. Rossa d'inverno fino al muro, per poi arrendersi.
Tutto il lontano mi si è illuminato nelle mani: l'oriente, le strade di polvere, le campane dei templi, viaggiare nel nulla

Ladakh-Paolo_Buffa-2018-India-travel-landscape_photography-monastery

sono stati i passi ad uscire ma io son rimasto dentro, dove nasce il mio pensiero, nello spazio al vuoto consacrato.
Sono continenti.
Di legno, vetrate, ombre e tappeti. Nessuna cittadinanza, si vien chiamati, qualunque sia lo stato

Uscita_palmanova copy

another day in the madness

a monk house?
a monk house?
a monk house?
a monk house?
a monk house?

a monk house?

Come inside, humanity

il proprio paesaggio, la propria esistenza

di tre bocche e un solo occhio, che parli su piazze vuote, ma io t'ascolto certo, qualunque sia il Dio là dentro. Posso stare fuori.
Comunque v'è il sussurro

Camion_manovra_Palmanova_uscita

interference

acquattate fuori rotta, per chi usma l'odore ctonio del passato.
Fiori di rovina di rovi rigogliosi. Sbocciano nel minuto arancione, prima della notte

jesus
christ
the
super
life

house reflected

a chi cerca la propria casa tra i frammenti. Una scaglia che appartiene, un rifugio, un luogo tra milioni.
La configurazione che in segreto si completa, quando nelle mura, finalmente, affogo

le scintille crearono il giorno

d'arancione e cielo che nemmeno pare l'inverno

di tutte le croci incontrate sul cammino quella era in terra. La mia, la tua, la loro strada che converge, e poi dispare ancora

Guarda le case
d'ombra fiammeggiare

Guarda le case fiammeggiare d'ombra

Posti silenziosi. Fiesole

silent places,
in Italy

a silent place, please.
Che le mani raccolgano preghiere

monk cell, a brain house

pur tra i mattoni ierofania
un pilastrino che tenga cielo e terra in asse, come gnosi incarnata. Inamovibile

le streghe allungarono le ombre, fino a casa

trenonord_bergamo_pendolari

our usual fucking life

vieni su dal nulla per restarci, anche più nulla di prima. E poi quel nome che lo esalta: "badia del buon sollazzo", probabile sia solo fantasia

poche cose ma essenziali, tienile a mente che andrai ovunque e quando la confusione aumenta, perché sempre aumenta , osserva un albero.
Fino all'oblio

quindi mi dicevi tra i giganti ti nascondi

facendo foglia nel deserto

a monk house

La casa del monaco

tanto tempo fa eppure lo ricordo:
l'ultimo Sole prima del tramonto. Poi non c'era più. E la casa del monaco tornata alle montagne, nella sua ombra.
Ho dormito in rifugio quella notte. Da solo per stanze e stanze intorno.
Fuori le stelle saranno state tempesta ed io ero a letto, immaginandole tutte

ogni giorno è la totale incertezza, grazie a Dio. Come una cerniera che si lascia dietro il conosciuto interpretando gli incastri possibili del mistero.
Quella voglia continua di crepare di controllo: perché state al mondo? Ed essi risposero: vogliamo fare un record, quello dell'età

Macchina abbandonata

noi amiamo il vuoto, in tutte le sue mancanze. E amiamo il suo terrore, che l'inutile toglie attorno.
Lassù la vita è piccola, più preziosa dei diamanti.
Per questo dura poco. Prima di lasciare solo impronte, spazzate dalla notte

Traffico_tangenziale_milano

così nel mezzo, our stupid daily life

panorama_montagne_Valtellina-Orobie

il silenzio era così vasto, totale. L'ho guardato incredulo negli occhi.
Solo una motosega ha preso a tagliare, lontana, nei boschi.
Ero ancora al mondo?
Un passo avanti ho ripreso a respirare

Coda_tangenziale_Est_milano

se non c'è nulla di mio dove vivo dovrei andarmene e lo farò. Eppure questo è l'assedio e diventa più grande, sale le pendici, varca gli oceani, s'insinua nello stretto e dilaga nel largo.
Non serve più fuggire inseguiti, serve inventare un tempo diverso, un popolo nuovo, altra fantasia, liberare terre, paesi e pensiero dalla vera malattia

Traffico tangenziale milano3

così è stato veder giungere il freddo. A folate di vento mentre la luce cadeva.
Sarebbe bello riposare e viver di niente, scrivendo pagine per calmare i pensieri.
Ho fantasticato di nuovo: possedevo una stufa e intorno preparavo l'autunno

quando le radici incontrano
il freddo del pensiero

a monk way

avevo chiesto per il silenzio e indicavano più su. Poi non ho trovato che una punta e un pò di vento.
Andava bene ma devo andare un pò più su, dove le montagne son granelli e il possibile si dispiega

Nella notte si tessono rami. Linee sottili. E se tra loro pensano sono fili.
Tutto per giustificare la luce del mattino, come trappole di ragni

cima_monte_2_mani_lecco-notturna

sono salito dalle origini verso ciò che sembrava destino

Arera_cima_invernale

non abbiamo trovato più nulla dopo. Certo il ferro di una croce, crepitare dei passi nel ghiaccio, siamo rimasti così, a guardare il Sole schiacciare le nubi e farne superficie. L'impero dello sguardo